Pensieri di passaggio, idee sfuggevoli, frasi e parole che scappano dal mio cervello e che le mie dita intrappolano qui dentro

Eccomi

Utente: enrika79
La dolce e fredda notte scende su di noi, ci avvolge tra le sue braccia, cullandoci e portandoci all'oblio.. I nostri pensieri, le nostre preoccupazioni si dissolvono come bolle di sapone, mentre le nostre menti vagano libere e spensierate, giocando tra le stelle.. Fino a domani, fino a quando il giorno non tornerà a svegliarci, sarà solo questo il nostro mondo, e noi saremo felici del fatto che ci sembrerà che non esista altro...

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lunedì, 27 ottobre 2008
e che altro mi aspettavo?

Dopo l'argomento soldi, c'era un solo altro grande argomento che poteva sfiorarmi. Ed è quello dei figli.
Io non ne ho. E neppure apparentemente sono dotata della materia prima che serve per farne: un uomo.
Quindi io di solito non capisco. Non posso sapere.
E anzi, vengo tagliata fuori da certi discorsi, perchè appunto non posso capire.

E forse si, quando parlano di figli, io mi sento a disagio e mi isolo. Perchè io non posso capire. Perchè non posso esprimere un giudizio. Perchè non mi dovrebbe neppure essere concesso di parlare, visto che non ne ho, e quindi non so cosa si prova e cosa si passa.

Ma loro, come hanno acquisito tutta la loro sapienza di genitori? Hanno fatto un patentino, un corso, una formazione? Hanno il gene del genitore?
Solo perchè sfornano bebè uno dopo l'altro, questo li rende bravi genitori?
E solo perchè io ancora non ho avuto la possibilità, o l'occasione di averne uno, questo mi rende una persona che non ne può capire niente?
Non si sceglie di essere bravi o cattivi genitori. Lo si è, e basta.
Nessuno ti dice: questo è essere un bravo genitore.Impari sul campo, chiedi, e provi di persona. Perchè solo quando vivi le situazioni, impari ad affrontarle.
E certe volte no, non impari proprio. Ti comporti in maniera pessima anche se vorresti fosse tutto migliore. Oppure non ti accorgi di essere quello che non volevi essere.
Persone come quelle sono bravi genitori? hanno più diritto di me ad esprimere il loro giudizio?

Tempo fa un ragionamento analogo l'ho fatto sul matrimonio. E forse in quel caso io ho una posizione piuttosto estremista. Ma ne vedo, di situazioni che vanno a donne di facili costumi. E io non voglio che capiti a me. Non me lo merito. E non voglio fare in modo che accada.
E' un reato se cerco di spiegare questo mio punto di vista? E se lo uso per confrontarmi con gli altri?

Postato da: enrika79 a 16:39 | link | commenti

mercoledì, 15 ottobre 2008
mi manca un sacco..

L'ultima cosa per cui abbiamo riso assieme sono stati i nostri piedi. Per l'esattezza, la forma del pollicione.
Lui si era messo seduto, e io gli ho guardato i piedi. E le sue dita erano così strane, che alla fine ho dovuto sedermi li di fianco a lui, togliermi scarpa e calzino, e mettere a confronto il mio piede con il suo.
E abbiamo riso assieme di questa stupidata.

Postato da: enrika79 a 15:15 | link | commenti (1)

lunedì, 06 ottobre 2008
non ascolto

Io non li ho. Per questo non ascolto.
Non ascolto e non mi interessa.
E forse, mi va bene non ascoltare, almeno non mi rompo l'anima. Non mi viene l'invidia verde e affini.
Sto tranquilla, e amen, sia quel che sia.

Come fanno ad avere i soldi? Dove ho sbagliato io?
Ho voluto comprare la macchina: grosso errore.
Ho voluto contribuire a casa: grosso errore.
Mamma e papà non mi hanno certo lastricato la strada per il successo: grosso errore.
Non ci sono parenti che avessero soldi, e che mi abbiano lasciato una bella eredità: grosso errore.

Forse ho le mani bucate. Forse.
Eppure avere 1000 euro di uscite al mese non è proprio uno scherzo, specie se le devi tirare fuori dal tuo, di stipendio, e da nessun'altra parte.
Mamma e papà non hanno pagato gli studi. Non stanno pagando la macchina. Non stanno pagando l'affitto, o le spese. E io non lo chiederò loro.
Mamma e papà non mi stanno costruendo casa. Non mi hanno preparato un appartamento, una villetta, un anfratto più o meno raffinato, più o meno moderno, più o meno arredato.
Sono io, io e basta.
Io e le mie forze, io e il mio stipendio, io e la mia voglia di andare avanti.
Io e il mio orgoglio di arrivare a fine mese senza essere andata in rosso, con un brevissimo margine di sicurezza che mi permetta perlomeno di non essere in mutande, e che mi permetta di dire che ce la posso fare, e posso pure comprarmi quello che mi piace (nei limiti del possibile).

Certo, risparmi non ce ne sono. Ed è frustrante pensare che un giorno di soldi ne dovrò cacciare un sacco, se voglio la casa dei miei, perchè in fin dei conti una delle parti andrà pure liquidata (se ci penso adesso mi chiedo: perchè mai la dovrò comprare? Morirò anche io, e non resterà nessuno dopo di me che la possa tenere. Io sarò una zitella triste e sola, a cosa mi potrebbe mai servire una casa di quel tipo? E poi magari sarò in giro per il mondo.. insomma, diciamocelo, un pò di sana depressione sul futuro).
E' frustrante pensare che c'è chi pensa a come giocare in borsa i propri soldi. E' frustrante sentire che c'è chi sposta dai propri conti in banca quello che io non riesco a guadagnare in un anno.. Ma è la vita no?
E non a tutti è data di percorrerla lungo la strada più semplice.

Postato da: enrika79 a 18:22 | link | commenti

lunedì, 25 agosto 2008

Lasciati trasportare.
Chiudi gli occhi, e non ascoltare niente.
Assaporala mentre ti invade di nuovo.
Pansavi se ne fosse andata.
Nascosta chissà dove.
Perduta, forse per sempre.

Chiudi gli occhi, e lascia fuori il mondo.
Goditi il momento, finchè vorrai.
Fino a che le lacrime non lo porteranno via di nuovo.

Postato da: enrika79 a 15:20 | link | commenti (1)

venerdì, 01 agosto 2008
dimenticavo..

mi illudo sempre di essere qualcosa..

ma non sono niente, ecco la verità. Non sono proprio niente, solo un'ombra vaga. una di quelle figure che entrano raramente nel campo visivo delle persone, sono l'elemento di disturbo che avete nell'alngolo dell'occhio, e che subito scompare, prima ancora che abbiate tempo di chiedervi cosa fosse..

Postato da: enrika79 a 13:46 | link | commenti

sono dell'idea che..

ognuno sopravvive come può e come riesce.

Il problema è a me non è che riesca poi granchè bene.
E mi accorgo che certe volte anzichè sopravvivere vado a fondo. Senza motivo, un pò come adesso.

Mi sono alzata incazzata. Cavolo, come si può alzarsi incazzati? Ti svegli, e quello che senti è solo un sentimento di odio. Da dove esce? E perchè ce l'ho dentro?

Che non girava l'ho sentito già stamattina, ma ho provato ugualmente. Ho messo la maglietta rosa, le braghe "giuste", mi sono detta: la puoi far cambiare, questa giornata. E invece no, invece eccola qua che continua ad andare a rotoli. E io non so più se correre dietro per fermarla, o fermarmi e lasciarla correre.
Ho dichiarato quello che avrei voluto da "oggi", ma lo sapevo già che erano dichiarazioni di intenti, e non volontà vere e proprie. In fondo erano solo desideri, e come tali sai già che non è detto si avverino. I miei in particolar modo.

Sento che sto buttando via tutto, eppure non riesco a trovare l'occasione giusta da cogliere. Sono così terribilemente spaventata dall'idea di perderla, che mi giro intorno come una pazza, prendendo tutto quello che succede, per paura che sia l'occasione giusta e io la lasci scorrere via.
Però allo stesso tempo mi sento come se mi stessi buttando via, come se mi stessi svendendo al peggior offerente per paura che alla fine nessuno mi possa o voglia comprare.

It's not easy to be me. Mai frase da una canzone è stata più vera. E mi chiedo cosa ho fatto per meritarmelo. Come si fa a complicarsi a questo modo?

Postato da: enrika79 a 13:31 | link | commenti

venerdì, 25 luglio 2008
...

E' quello che vogliono.
E io do loro quello che vogliono.

Non vogliono che io sia sincera, e non sono neppure preparati al fatto che io possa essere sincera. Per loro io lo sono già tutto il tempo, quindi oramai fingere per fingere, diamo loro quello che vogliono, facendo finta che quello in realtà sia solo quello che voglio io

E chi se ne frega di tutto il resto di tutto quello che invece resta nascosto dietro, al buio. Magari arriveranno i giorni in cui potrò dire tutto. O forse semplicemente quello che vorrei dire ammuffirà li dov'è, senza la possibilità di poter prendere aria, di poter uscire fuori.

Ma va bene così. Intanto imparo. Imparo a tenere a freno la mia lingua. Imparo a dominare quello che vorrei dire, quello che vorrei sventolare sotto il naso di quelli che hanno sempre pensato che non sarei stata capace di fare un tubo, sotto il naso di quelli che neppure immaginano cosa ci sia dietro questo faccino.
Rinunciare ad esprimersi non fa bene, forse. Ma imparare a stare zitti, imparare a misurare le proprie parole.. beh, quello è qualcosa che non ha prezzo, e vi posso assicurare che è qualcosa in cui non faccio altro che esercitarmi..

Postato da: enrika79 a 15:40 | link | commenti

giovedì, 15 maggio 2008

Dio solo sa quanto in questo momento sarei disposta a dare per il giusto abbraccio dalla persona giusta... E non scherzo.
Ma l'abbraccio non ci può essere. E la persona giusta neppure immagina di esserlo.

Postato da: enrika79 a 19:56 | link | commenti (1)

Non ho capito un cazzo della vita.
Ma se continua così non ne voglio neppure capire niente.

Sono una perdente nata. E stasera ho fatto la scena più meschina che potessi fare. Mio dio, come si può piangere per lavoro. Come ci si può ridurre in questo stato, solo perchè si è troppo coglioni per non dire no.
Mi sento un completo fallimento. E invece che tenerlo per me, lo sto dicendo a tutti voi (come se ci fosse qualcuno che davvero legge)
Sono al capolinea, alla frutta. Non ne posso davvero più. Ma non dovrebbe essere così. Dovrei essere felice. Dovrei sprizzare energia da tutti i pori.

Invece non ce la faccio più. La cosa più divertente? Che è sempre la solita cazzo di storia. E' sempre così, e mio dio, non so neppure perchè mi ulludo di continuo. Tanto lo so che le cose non possono andare come voglio io. Tanto lo so che quella che deve essere pronta ad ascoltare sono io. E che il mio turno non può arrivare. Non ne ho diritto.

La prendo nel modo sbagliato. E non riesco a cambiare. Cazzo, perchè non ci riesco? Faccio di continuo figure di merda come quelle di stasera, perchè cavolo non ci riesco, a cambiare? Perchè è così complicato? Sono un fallimento totale.
E non ne posso più di esserlo, non ne posso davvero più. Sbaglio di continuo. Anche quando penso di far bene. Sbaglio. Commetto una strage di errori. E poi non riesco più a rimediare. Non so che fare per rimediare.

Non ne posso più davvero. Di lavorare e prenderlo in quel posto. Di amare e prenderlo in quel posto. Di vivere, e prenderlo in quel posto.
Credo di non essere abbastanza forte per il tipo di vita che vorrei. O forse non ho palle abbastanza. O forse mi nascondo. Temo quello che vorrei. Sta di fatto che non ce la faccio. Che di sere così io non ne voglio avere più.
Odio quando non riesci a esprimerti. Odio quando non riesco ad aiutare gli altri a capire, e vengo solo fraintesa. Odio quando le cose sfuggono di mano, e non c'è verso di riprenderle.

Sono scoppiata, e ancora non me ne sono accorta.
Magari tra due secondi vedrò finalmente i miei pezzi per terra, capirò di essere andata in frantumi, e la finirò una volta per tutte di pensare ad uno modo per tenerli attaccati. Potrò finalmente lasciar andare tutto, e tutto sarà più bello.

In questo momento vorrei essere una di quelle persone che tanto disprezzo. Una di quelle senza spina dorsale, una di quelle che non se la prendono, perchè tanto non si sono accorte di niente. In questo momento vorrei essere spenta del tutto. E che non ci fosse verso di riaccendermi.

Postato da: enrika79 a 19:53 | link | commenti (2)

lunedì, 05 maggio 2008

Un bel respiro.. ce la posso fare.

Ultimamente non va bene. Non va bene per niente.
Mi sento scavare dentro. Mi sento svuotare. Come se ci fosse un rivolo d'acqua, e io fossi fatta di sabbia, dentro la superficie di pelle. E il rivolo d'acqua si porta via granello per granello tutto quello che c'è da portar via.
Ho l'impressione che tra un pò l'acqua uscirà del tutto, e io mi affloscerò vuota. E non ho idea di dove posso mettere una mano per impedire all'acqua di entrare.

Forse dovrei magari trovare un filtro, che permetta all'acqua di uscire, ma trattenga la sabbia al suo posto. Forse dovrei tappare il buco da cui l'acqua entra, e poi tappare il buco da cui esce. Mi resterebbe dentro un mix di acqua e sabbia, ma andrebbe bene pure così.
Mi trovo invece piuttosto in difficoltà (sto abusando di questa frase ultimamente). Trovo complicato fare qualcosa. So che non è impossibile, ma è come se non vedessi oltre il mio corpo. Non ho consapevolezza di ciò che mi circonda, solo di me stessa, e magari solo di qualche sguardo, qualche gesto.

Al solito commetto il mio errore preferito: mi carico il peso degli errori di tutti sulle mie spalle. Mi addosso ogni colpa e responsabilità, ogni paura ed ogni sbaglio, come se potesse essere una soluzione. Gli altri probabilmente neppure se ne accorgono, e io.. beh, io cerco di rimanere schiacciata sotto tutto quel peso

Postato da: enrika79 a 09:55 | link | commenti (2)

lunedì, 21 aprile 2008
solito argomento ripetuto..

quante volte ne ho già parlato?
Non ricordo, non ricordo proprio.
Ma ogni volta che succede, io rimango quasi sconvolta. Ci resto male, anche se non dovrei, dovrei essere piacevolmente sorpresa (e in realtà lo sono), però la prima reazione è pensare: Cavolo, è uno scherzo, è fatto di proposito!

Penso sempre che la casualità non esista, e ogni volta poi vengo smentita. E vengo smentita quando meno me l'aspetto.
Uno può pensare: magari il tuo inconscio fa in modo che certe cose accadano, senza esserne consapevole fai azioni che ti portano a realizzare quelle che ti sembrano casualità, ma che in realtà sono le volontà del tuo inconscio.

Io agisco in maniera indipendente da quello che vorrei, da quello che penso. Continuo, ripeto quello che faccio giorno dopo giorno. So quello che può succedere e quando può succedere. E quando qualcosa si introduce nella mia routine, in maniera del tutto casuale, ma sorprendendomi.. ecco, per un istante mi manca il fiato.
Mi chiedo: siamo sicuri che non ci sia qualcosa dietro? In fondo le cose potevano andare in miliardi di modi differenti, cosa le ha fatte andare proprio in quel modo? E forse ci resto male perchè mi dico che non ho saputo prevederlo, non ho saputo essere pronta al momento, e mi sono fatta cogliere impreparata.

Però mi piace. Mi piace quando un'infinità di dettagli, di piccole cose, di piccoli particolari, convergono fino a far accadere le cose in questo modo totalmente inatteso.

Postato da: enrika79 a 10:43 | link | commenti

Ma se solo potessi un giorno..

Sai, qualcosa tipo “cielo in una stanza”
è quello che ho provato prima in tua presenza
dicono che gli angeli amano in silenzio,
ed io nel tuo mi sono disperatamente perso.
Sento che respiri forte in questa cornetta…
maledetta, mi separa dalla tua bocca!
Posso rivederti già stasera
Ma tu non pensare male adesso:
ancora il solito sesso!
Correrò veloce contro le valanghe
per poi regalarti la fiamma del vulcano,
respirerò dove l’abisso discende
e avrai tutte le piogge nella tua mano

ma se solo potessi un giorno..


Postato da: enrika79 a 10:31 | link | commenti

venerdì, 11 aprile 2008

Mi attacco alle persone come se fossero salvagenti.
Perchè da sola non starei a galla.

E' brutto da dire, ma ancora di più è brutto esserne coscienti.
Sapere di non saper nuotare, e sapere di essere in mezzo all'acqua.

Ma non mi agito, non mi dibatto, trascinando a fondo gli altri con me.
E ogni tanto mi illudo che forse anche io sto aiutando qualcuno a rimanere a galla assieme a me.

Postato da: enrika79 a 13:43 | link | commenti (2)

...

Ho solo voglia di tenere gli occhi chiusi. Di lasciare che tutto mi scorra via di dosso.
Sarei voluta essere una delle auto parcheggiate qui fuori, sferzate dal vento e dalla pioggia. L'avrei lasciata scorrere sul mio viso, tra i capelli, giù per la schiena. Mi sarei lasciata lavare da quel pianto improvviso, ma non inaspettato.
Avrei voluto non finisse mai, avrei voluto rimanere così, seduta li fuori tra le gocce, per tutto il giorno.

Oggi gira proprio male. Ne avevo parlato solo ieri. E non so, forse pensavo davvero fosse solo lo stress. Stamattina mi sono alzata con una fame da lupi. Stavo per convincermi a mangiare, cavolo, c'ero quasi davvero. Sentivo i cereali al cioccolato che mi chiamavano, e ripensavo a dove avevo messo il mezzo litro di latte. E poi è arrivata lei, a dirmi che non dovevo mangiare, e per rendere tutto pià comprensibile, mi ha tirato un pugno allo stomaco.
Io non so perchè lei non voglia lasciarmi mangiare.
O forse si, lo so. So che lei vuole punirmi, vuole farmi capire che ho sbagliato, e vuole aiutarmi a non sbagliare più. ma possibile che lo debba fare per forza a colazione?


Non è il tempo. Non sono puramente metereopatica. Mi piace la pioggia, e mi piacciono i temporali. Però oggi non gira. E odio i giorni come oggi, quando mi sveglio felice e piena di voglia di fare, e poi all'improviso tutto si gira, e mi si ritorce contro.
Ho gli stessi brividi di ierisera. Pensavo, cavolo no, speravo di stare male. Di avere la febbre, di avere l'influenza, di essere costretta a letto, di essere costretta a casa. Qualche giorno, solo qualche giorno. Giusto una pausa. Ma in realtà avevo i brividi solo perchè ero fredda.
Niente temperatura eccessiva, niente minestrina calda da gustarsi davanti la tv accesa, niente riposini diurni, sotto il piumone, con la persiana chiusa a metà, che lascia la stanza in penombra.

Quindi sono dovuta tornare in ufficio, oggi. A sentirmi insultare. A sentire tutte le lamentele che mi merito. A leggere di tutti i cavolo di problemi che escono fuori, giorno dopo giorno. Questo non è il mio modo di lavorare. Non lo è per niente. E non succede mai che se faccio qualcosa, questa abbia tutti questi problemi. Ma al solito, quando non ho tempo, quando sono in crisi, finisce che combino solo cazzate. Ogni volta sono riuscita a risolverle. Ma adesso le cazzate si sovrappongono ad altre cazzate. E a me viene da piangere, come ogni volta, da brava perdente che non riesce ad alzare la testa e farsi valere.
Non devo piangere, passerà di qui un sacco di gente, e finirebbe che tutti mi chiederebbero: "va tutto bene?" e io dovrei dire si, e fingere che tutto vada bene. Devo essere forte. Devo essere inattaccabile. Nulla mi tange. Niente mi può far male.
In fondo, non è quello che faccio da sempre, fingere che niente mi dia fastidio, che niente mi ferisca? Questa è solo una volta di più.
Piangerò dopo, di sotto, dove nessuno mi può vedere. Piangerò un pò, e poi mi passera, come ogni volta. Dopo che le lacrime se ne saranno andate, e io sarò rimasta con le guance arrossate e in fiamme, ecco allora mi sentirò meglio, e vedrò le cose da un'altra prospettiva. Magari riuscirò persino a risistemare qualcuna di quelle situazioni lavorative che mi danno tanto fastidio.
Ora però non riesco proprio a fare niente.


Avanti, un bel respiro profondo. E poi coraggio.

Postato da: enrika79 a 10:17 | link | commenti

mercoledì, 02 aprile 2008
anche adesso mi sento così?

Come un castello di sabbia da troppo tempo al sole.
La superficie si secca, la sabbia si asciuga, e comincia a disgregarsi.
I granelli cominciano a rotolare giù, verso il fondo, a terra. All'inizio pochi per volta, da punti diversi e lontani tra loro. Poi sembra quasi che si coalizzino, e si uniscono tra di loro: le loro sporadiche cadute assumono la dimensione di un flusso incontenibile, che trascina con se merli e torri, e tutte le eventuali decorazioni che il castello poteva avere.
E' la rovina.

Postato da: enrika79 a 14:02 | link | commenti